madeinstf   UnAfrica differente: alla scoperta della Guinea Bissau

Alla ricerca della felicità… in Africa!

Magari adesso qualcuno di voi starà pensando al caldo, alle zanzare, alla sete, al fango… insomma, all’Africa così come ce l’hanno sempre fatta vedere in televisione e starete sicuramente dubitando di come sia possibile trovarla in Africa, la felicità. E invece la onlus foggiana Solidaunia, grazie a tre giovani volontari, ci ha dimostrato che la realtà non è sempre come la immaginiamo o come ce la raccontano gli altri. I tre “coraggiosi” sono Fulvio Di Giuseppe, Edgardo Tufo e Roberto Moretto, rispettivamente un giornalista, un video maker e un fotografo, i quali si sono armati di taccuino, videocamera e macchina fotografica e sono partiti per venti giorni alla scoperta di una terra a noi sconosciuta, la Guinea-Bissau, realizzando un docufilm dal titolo “A un’ora da qui“, che hanno mostrato, attraverso piccoli spezzoni, alla cittadinanza foggiana martedì sera, presso la libreria Ubik. La Guinea-Bissau è uno stato dell’Africa occidentale, uno dei paesi più poveri del continente, eppure, ricco di bellezze. Dal documentario si possono intravedere le terre rosse, le verdi foreste e le isole Bijagos, patrimonio dell’Unesco, che i ragazzi sono andati a visitare, una terra dal cielo immenso che non conosce luci artificiali, dove le stelle si riescono ancora a vedere. Solo a un’ora da qui, il fuso orario che divide l’Italia dai villaggi caotici della Bissau, Fulvio, Edgardo e Roberto hanno assistito a una pura e autentica partita di calcio della nazionale, caratterizzata da entusiasmo e allegria; perchè a differenza nostra, loro non hanno perso il significato della parola gioco, non si vendono le partite, non si scommette, non ci sono scontri con la polizia, e il tifo si fa con gli strumenti musicali: tamburi, cembali per trasmettere allegria ed energia ai giocatori. E per quanto riguarda i locali notturni, sicuramente starete pensando che sono troppo pericolosi, troppa criminalità! E invece i locali sono dei normalissimi luoghi all’aperto dove si cucina la carne alla brace, si scherza e si guarda la televisione per commentare le notizie del telegiornale. E sapete qual è il rumore più dolce e più bello che accompagna il documentario dall’inizio alla fine? I canti e le risate dei bambini, che al contrario di noi, riescono a divertirsi con poco.

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È vero, la Guinea-Bissau resta un paese invaso dalla povertà: il docufilm ci mostra che gli ospedali pubblici non vengono finanziati, le scuole statali sono prive di strumenti didattici e gli insegnanti spesso scioperano perchè non ricevono stipendi, le scuole private se le può permettere solo una piccolissima parte della popolazione e le donne restano il motore trainante della nazione. L’avete mai vista mamma Africa percorrere a piedi decine e decine di chilometri con in spalla i propri figli per prendere l’acqua dal pozzo? Sono immagini comuni ma vere, che anche Solidaunia ci ha mostrato. Ma non piangevano, non si disperavano, quelle donne. Parlavano alla telecamera con il sorriso stampato sul viso, il sorriso e la voglia di andare avanti con la dignità che contraddistingue il popolo africano in ogni momento.

Ci sono molti problemi in Guinea-Bissau e tanti di quei problemi sono gli stessi che abbiamo noi, commentano i tre reporter da Ubik: “Chi decide di andare fuori a studiare non torna, ma chi torna sente la necessità di restare e di costruire un paese migliore”.

Questa è parte dell’Africa differente che Solidaunia ha cercato di raccontarci. Per chi non avesse avuto la possibilità di partecipare alla serata potrà comprare presto il dvd, di cui l’intero ricavato andrà all’associazione.

Guinea Bissau – a1oradaqui – TRAILER from jrstudio on Vimeo.

Per aggiornamenti: www.solidaunia.it