madeinstf   Bye bye Bombay

È con questo tramonto alle “collinette” di viale Europa che dico arrivederci alla mia personale Estate foggiana.

Non mi capitava da qualche anno di trascorrere tutta la mia pausa estiva in città e devo dire che l’ultima volta (per motivi vari) era stata una incredibile presammale. Stavolta fortunatamente, vuoi la crisi, vuoi circostanze di varia natura, assieme a me sono rimasti tanti amici, vecchi e nuovi, coi quali ho condiviso la calura, i pochi bagni al mare, le molte birre serali e pomeridiane, i km in bicicletta, le feste di paese, le stelle cadenti, i longisland carichi, i mancati borghetti-redbull, lo strasushi strabuono, gli strampalati racconti sui sedili posteriori di notte, gli scambi di sudore durante il concerto di Caparezza, i laser verdi, le agognate collinette, il-mai-nato-panino-dello-spuntino, le pizze indigeste, le attese ai tavoli, lo smaldone, le interscambiabili piazza baldassarre/largo civitella/piazza battisti, la puzza di Montagano, gli Pseudofonia che non vedevo da 10 anni almeno, la tarantella del gargano, le centinaia di foto in pochi giorni, le “belle della biblioteca” (che ogni tanto cercherò con lo sguardo nella bibliotechina di facoltà una volta tornato a Roma) e soprattutto “miss vestitini”, Jasmine e la tigre, i saluti con mille persone ogni sera manco fossi il sindaco, le più gusto e i panzerottini di frasca, Ivan il terribile XXXII, lo stadio improvvisato, gli ettolitri di sudore ovunque e comunque, la gentilissima moglie di Michele del bar della biblioteca, il parcheggio esclusivo vista-gabbiotto e gabbiotto vista-bici, gli annunci falsi, i “per me è NO”, la prostatite cavalcante (grazie alla cura del manto stradale), l’ “uomo vivo”, il tavolo vintage, il gazebo e chi ci è venuto a trovare, i preziusivini, le bottiglie da buttare a 60 metri, lo snervamento dell’acciaio e del panino col polpo, le pallette di San Michele, il pomodorino killer di Paoluccio, il panino con la salsiccialsugo, gli scagliozzi, il face-in-hole, il face-in-dogs, il maestro Faccincani, il terrazzo della casetta di Macchia, Battiato a palla mentre tramonta il sole dietro il Gargano, la prima volta di Dente a viale Europa, il toblerone qualcuno sa perchè, le linee di Cazzca, il Cleveland Steamer & co., “ciammaruchell e pizz’ fritt cafò”, nuotare nell’erba, i bicchieri imburrati, Erika e il testacuore, i fiumi deviati per rinfrescare il vino bianco, Gigi, Annina e le mutandine bianche “ehehehehehehehehe”, la prima estate senza Parco San Felice, gli occhialetti Small Town futuristici, el burrito, il maschio omega, che sono il “più simpatico” , Barney Stinson Awesome , gli scappati di casa, il bambino con la faccia arrabbiata e la moto, i lanciabottiglie nella fontana di P.P.P. che quando è accesa rimane intoccabile, i moralizzatori anti/bottiglie, “seeeeeeeee…!!”, i due piccoli innamorati, i centauri di P.P.P., i centauri della piazzetta, “chiancamasitto”, la ricotta stregata, il mal di gola mortale/inspiegabile, Silver Surfer II, la scena di Piccola Peste, le gite a Pantano, il Golgota di siringhe sul tavolino, il bucatino che ti saluta “welà!”, le patate al gratin, i nipoti degli ex sindaci, il mare alle 7, Guybrush Threepwood temibile pirata e tante tante tante altre cose.

Essendo successe molte cose ed essendo stata una vacanza particolarmente intensa dal punto di vista delle relazioni umane avevo proprio voglia di condividere il mio pensiero con i co-protagonisti di tutto ciò che mi è successo (e non solo).
Detto questo do l’arrivederci (magari anche semplicemente “a fra un mese“) alla mia città che sta messa proprio male male male… forse un po’ forte il paragone con Bombay, ma la citazione è d’obbligo (per chi ne fosse all’oscuro mettere play al video correlato).
Ciao a tutti ciaccanelli, alla prossima intensa estate foggiana!

p.s. caratteristica di questo post è che molto probabilmente sarà in via di editaggio ogni qualvolta mi sovverrà (o mi verrà suggerito) qualcosa da aggiungere all’interminabile elenco!