goldenboy
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Post di goldenboy
Ladri rapinano la pasticceria “Dolce Grazia”
24 gen
Il bottino è di 500 euro. Quist so pacc!!! Ij m’avess p’gghijt shkitt i dolc e avess lass’t i sold

Il Moody jazz Cafè ospita Sarah Jane Morris e Ian Shaw
24 gen
Dopo il grande successo del primo concerto dell’anno, con l’eccezionale quintetto di Gegè Telesforo, grandi voci continueranno a cantare al Moody jazz cafè con l’arrivo, lune…dì 24 Gennaio (ore 20:30), di SARAH JANE MORRIS e IAN SHAW.
Un incontro tra due delle più belle voci al mondo, dotati di sfumature vocali inebrianti, che incanteranno gli spettatori del piccolo club foggiano in un’atmosfera ancora più intimità e calda.
Un concerto che si preannuncia storico sia per l’eccezionalità degli artisti che per l’unicità della formazione, per la prima volta proposta in un tour italiano.
Sarah Jane Morris e Ian Shaw terranno a Foggia una delle sole tre date italiane (le altre due sono al “Uèffilo” di Gioia del Colle e al “Modo” di Salerno). Un tour realizzato dal S.I.N.C. (South Italy Network Club), un organismo indipendente creato da alcuni club di musica dal vivo del Sud Italia che, per loro volontà, si sono uniti al fine di perseguire obiettivi comuni in piena sinergia ma garantendo ad ognuno la piena libertà gestionale.
Oggi al cinema
22 gen
Tratto dall’omonimo romanzo di Mordecai Richler, il film narra le singolari vicende di Barney Panofsky, produttore televisivo che, al fine di fugare ogni dubbio riguardo al suo coinvolgimento nella inspiegabile morte dell’amico Boogie, intraprende la stesura della propria autobiografia ripercorrendo le tappe di un’esistenza alquanto “politically incorrect”.
Con i suoi 132 min., la pellicola copre un arco temporale di quarant’anni, restituendoci l’immagine di un uomo ordinario alle prese con una vita straordinaria tristemente sciupata tra matrimoni, lutti ed illusioni.
Barney Panofsky (magistralmente interpretato da Paul Giamatti) è un antieroe: irriverenza, maleducazione (anche sentimentale), infedeltà, questi i suoi (dis)valori; ciononostante, lo spettatore ne resta maledettamente affascinato, sino ad empatizzare con lui, fiducioso che la sua burrascosa esistenza possa da ultimo trovare un porto sicuro presso cui ormeggiare. Fiducia, tuttavia, presto tradita dallo stagliarsi all’orizzonte del morbo di Alzheimer.
In definitiva, un film in cui si sorride e si piange, che, per bocca di uno dei suoi personaggi, vuol ricordarci come la vita sia “reale e fatta di piccole cose: minuti, ore, sonnellini, commissioni, routine, e questo deve bastare”.
Giudizio:
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Ringraziamo Gigi per la sua personale recensione
Di seguito la programmazione completa nelle sale Continua >
L’UniFg propone la laurea honoris causa per Zeman
21 gen
….e pò ha chijst se s’ pot luwà a quill che a tenn’n già, ma nun sann ne parlà e ne scriv














