attualita   Aprite la finestra È di ieri pomeriggio la notizia di un prossimo azzeramento della giunta comunale di Foggia. L’impossibilità di un equilibrio all’interno della giunta, in prossimità di impegni fondamentali come il piano di risanamento, in un momento in cui la maggioranza è così precaria fa sì che rimangano ben poche possibilità per uscire da questa empasse.

Nelle parole del sindaco Mongelli la richiesta di uno sforzo ed una presa di coscienza dell’impegno che serve alla nostra città (e prima di tutto alle nostre istituzioni) per affrontare la sfida che l’attende: riuscire a favorire delle prospettive di sviluppo e di benessere ad una comunità totalmente a terra da qualsiasi prospettiva la si guardi.

In verità c’è un punto di vista che sembra essere una base dalla quale partire: le organizzazioni civiche. Infatti negli ultimi anni, grazie anche al degrado sempre maggiore, tanti concittadini hanno sentito forte la vocazione alla partecipazione civica non solo per denunciare le carenze, ma per promuovere azioni costruttive dal basso. Non farò nomi per non rischiare di dimenticarne alcune, ma è chiaro che alcune delle iniziative più positive e lodevoli partono da loro. Nemmeno il sindaco è stato sordo alla crescente voce dei gruppi cittadini, tanto da citare l’iniziativa civica come un punto dal quale partire in occasione di questo nuovo anno zero che pare prospettarsi.

Detto questo perchè il titolo “Aprite la finestra” ?

1) C’è bisogno (come si suol dire) di far uscire le stronzate… che ci stanno sempre.

2) C’è bisogno di far cambiare un poco l’aria… cambiare la squadra di assessori cambierà legami e motivazioni, ma la realtà è che tutto il consiglio comunale andrebbe rifondato. C’è una sfilza di “senatori a vita” inchiodata alle poltrone di “palazzo del podestà”. Nell’ultimo ventennio sono cambiati diversi sindaci, ma la matrice comune è stata quella dello “zoccolo duro”, una serie di soprammobili della sala consiliare che possono essere ritenuti a tutti gli effetti unici responsabili dello sfacelo della nostra città. Giovani, l’unica soluzione. Ragazzi foggiani che, laureatisi fuori, abbiano la forza dell’entusiasmo ed un bagaglio di esperienze maturate in altri contesti (magari anche all’estero) che con sè porta un’apertura mentale che spesso latita dalle nostre parti.

3) C’è bisogno di ascoltare le voci della strada e non solo dei pianti (veri o strumentalizzati) ai piedi del Comune, ma le voci di chi ha qualcosa da dire e soprattutto da dare alla nobile causa della rinascita di una città intera.

Buon lavoro.